In Italia il rendimento lordo da affitto (canone annuo diviso valore dell’immobile) si colloca tipicamente tra il 3% e il 6% a seconda della città e della zona, contro un investimento in liquidità o in altri strumenti che va confrontato al netto di tasse (cedolare secca 21% o 10% per canone concordato) e costi di gestione (manutenzione, eventuali sfitti, amministratore). Se il rendimento netto stimato è vicino o inferiore a quello di alternative a basso rischio, la vendita diventa spesso più conveniente della rendita.
Oltre al rendimento va considerato il tempo: mettere a reddito richiede gestione continuativa (ricerca inquilino, manutenzione, eventuali contenziosi), mentre vendere libera capitale subito ma chiude la possibilità di beneficiare di una futura rivalutazione dell’immobile. Chi ha bisogno di liquidità a breve termine, o non vuole occuparsi di gestione, tende a orientarsi verso la vendita anche con un rendimento da affitto teoricamente interessante.
Un modo pratico per decidere è simulare entrambi gli scenari con numeri reali: prezzo di vendita realistico (basato su una valutazione aggiornata) da un lato, canone di affitto atteso meno costi e tasse dall’altro, proiettato su un orizzonte di 5-10 anni includendo un’ipotesi prudente di rivalutazione o svalutazione dell’immobile.
Non esiste una risposta valida per tutti: dipende dal tuo bisogno di liquidità, dalla tua disponibilità a gestire un affitto nel tempo e dalle prospettive specifiche della zona in cui si trova l’immobile.